Ciascuno di noi scrive ogni giorno, e per tutta la vita, un racconto: lo scrive, inconsapevolmente, sulla propria faccia.
"Il viso è il luogo in cui i processi psichici si coagulano in forme solide". (G. SIMMEL)
"Ma sappiamo perché una faccia è diversa da un'altra? Conosciamo le regole di lettura di una faccia, la grammatica che sostiene la scrittura di quel racconto? Si possono studiare le sintassi, le figure, le analogie, le esclamazioni, le iperboli, le simmetrie e i bisticci tra nasi e zigomi, fronti e mascelle, lobi e capelli, occhiaie e narici? ...
"Gran parte di questi personaggi ci sono noti; conosciamo la loro storia e i loro scritti, ma abbiamo visto anche i loro volti sui giornali o nelle apparizioni pubbliche. Questo ci porta, credo, ad immaginare per ciascuno una "nostra" biografia che non si può scrivere, perché contiene non solo quello che abbiamo conosciuto, ma anche quello che di loro abbiamo visto scritto sulla faccia. Mi chiedo: può esistere un volto che, pur somigliando al volto vero, è ancora più vero, perché ne racconta la storia? E ancora, se è vero che in ogni momento siamo anche quello che saremo, dove cercare i punti in cui il racconto rivela il suo modo di svolgersi? Come potrebbe essere il volto che riassume tutto questo?". (T. PERICOLI)