La brava gente in viaggio porta valigie costose. La brava gente è un signore un po’ in là con gli anni (settant’anni e più) cum consorte rotonda (una rotondità rassicurante da nonna).
La brava gente è quella che interrompe la tua lettura (come ingannare altrimenti il lungo lunghissimo viaggio in una stretta poltrona di treno?), così per fare conversazione. E questo va bene.
La brava gente è chi ti chiede un’opinione, così, come per caso, aprendo il giornale proprio su quell’articolo.
- Cosa pensate voi giovani della questione?
Voi giovani? Io sono io, non sono mica i giovani tutti.
Ma lo so cosa vuole sentirsi dire il signore dal cappotto buono e dagli occhiali severi.
- Questa storia delle coppie di fatto, come la vedete voi giovani?
Di nuovo…Voi giovani.
Non rispondo. Sorrido solamente, aspettando che mi suggerisca la risposta, perché lo so, lo farà.
- No, perché vede un uomo e una donna... beh è giusto che la loro unione sia riconosciuta. Ma due uomini, due donne…
Mi guarda per cercare consenso. E io lo so che non è cattivo, non più di tanto, anzi è un bravo nonno di sicuro, che tiene sulle ginocchia il suo ultimo nipotino per raccontargli storie di altri tempi. E so che ho stampato sulla faccia un sorriso che non è di consenso.
- Capisce? è contro natura.
Mi stringo nelle spalle:
- Scusi ma non sono d’accordo.
Il signore dal cappotto buono si aggiusta gli occhiali, borbotta qualcosa, poi dice: -Scusi se ho disturbato la sua lettura.
E così la brava gente continua il suo viaggio.